Questo post è stato pubblicato il Ottobre 1, 2008 alle 11:00 pm ed è archiviato in Uncategorized. Segui i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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ciao a tutti,
sono l’altra sera ho cercato di mettere un commento al post precedente ma tutto si è perso nel web.
questa mattina cercavo su youtube un video da far pubblicare a Fabrizio ma fra le tante canzoni questa non c’era.
Si scaldiamo Sante.
Caro Sante, cara Enrica
io ci sono sempre e siete tutti nel mio cuore nonostante la mia assenza, costretta in altri luoghi, in battaglie burocratiche in corse contro il tempo.
siete dentro me: Sante, Enrica, Laura, Francesco, Paolo, Nora, Fabrizio, Titti, Piera, Jolanda, Rossana e tutti tutti anche se ora non mi vengono tutti i nomi e se avessi trovato il video ve lo avrei detto così:
Canzone dell’appartenenza
L’appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.
L’appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un’apparente aggregazione
l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.
Uomini
uomini del mio passato
che avete la misura del dovere
e il senso collettivo dell’amore
io non pretendo di sembrarvi amico
mi piace immaginare
la forza di un culto così antico
e questa strada non sarebbe disperata
se in ogni uomo ci fosse un po’ della mia vita
ma piano piano il mio destino
é andare sempre più verso me stesso
e non trovar nessuno.
L’appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l’appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.
L’appartenenza
è assai di più della salvezza personale
è la speranza di ogni uomo che sta male
e non gli basta esser civile.
E’ quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa
che in sé travolge ogni egoismo personale
con quell’aria più vitale che è davvero contagiosa.
Uomini
uomini del mio presente
non mi consola l’abitudine
a questa mia forzata solitudine
io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto un luogo un posto più sincero
dove magari un giorno molto presto
io finalmente possa dire questo è il mio posto
dove rinasca non so come e quando
il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo.
L’appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un’apparente aggregazione
l’appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.
L’appartenenza
è un’esigenza che si avverte a poco a poco
si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo
è quella forza che prepara al grande salto decisivo
che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti
in cui ti senti ancora vivo.
Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.
Giorgio Gaber
un bacio a voi che scaldate anche il mio cuore
Stella
Grazie, Stella! Sei sempre presente anche quando non sei sul blog! Sante lo sa e così tutti noi. Bellissima la canzone di Gaber, ottima la tua scelta/messaggio: quando potremo dire “noi”con consapevolezza, senza la pretesa di definire confini, vorrà dire che davvero potremo sconfiggere la paura e lottare per un mondo migliore.
Un forte abbraccio. Nora
Fabrizio, bellissimo il brano per Sante, hai battuto sul tempo Stella…in compenso io ho ringraziato prima lei!
Un abbraccio fraterno, come sempre. Nora
Certo, Fabrizio, che riscalderemo il cuore di Sante, lui lo sa anche se ogni tanto ci assentiamo. Scambiare il nostro calore con gli altri che per diverse ragioni ne hanno di meno, però mai dentro il loro cuore.
Farne una fiamma comune per l’inverno di tutti noi.
grazie a te e un abbraccio
jolanda
Stella, grazie anche a te per la proposta e per tutti i tuoi messaggi augurali di inizio settimana.
Io penso che il “noi” si possa comprendere e coniugare solo quando riusciamo a capire e superare il nostro io.
Un forte abbraccio assieme a tutti gli amici di sante al quale, senza mai stanchezza, va il soffio della mia carezza. Baci per tutti.
jolanda
Scaldiamo il cuor di Sante, sì, è vero e grazie a piera e jolanda per le belle parole per il mio commento.
Però presa dal desiderio di scaldare quel cuore ho commesso un errore non sottolineando il post di Fabrizio, grande e mitico come sempre, come Domingo in quest’aria della Bohème.
Se il cuore di Sante verrà scaldato è perchè lui ha creato tutto questo, inventando il fuoco da pochi byte messi insieme che ora son diventati giga … d’amore.
chiedo scusa per i “salti” di qualche lunedì ma la vita sta facendo fare a me i salti mortali e qualcosa sfugge, sigh:-)
per rubare al don una parola che mi è piaciuta tanto e vi sfido a impararla come rapidamente la dice lui, io non ci sono ancora riuscita:
anakefeloiosasthai.
scusa ancora Fabrizio, pur avendo delle ottime scusanti, ho mancato di tatto.
Caro Sante ho le mani gelide come sempre, verrò a farmele scaldare sperando di scaldarti il cuore con una bella sorpresa.
shalom
Stella
grazie Nora, elonora, shiva mitica sorella del Santone e non Piera, per ora.
beh meglio che vada a dormire e chiuda la bocca e incroci le braccia impedendo alle mie mani altri errori come ad esempio questo: grande è l’uomo che sa chiedere scusa e farsi umile riconoscendo i suoi errori. non ricordo chi l’ha detta però per fortuna parla di uomini, uhao le donne sono salve:-) scherzo e mi incerotto la bocca.
La cultura contemporanea non ci fa sentire bene con noi stessi. Si deve essere abbastanza forti per rifiutare modelli di vita che non funzionano.
Sono in tanti a condurre una vita senza senso. Sembrano mezzoaddormentati, anche quando sono occupati a fare ciò che ritengono importante. Questo perché stanno dietro a cose sbagliate. Si può arricchire di significato la propria vita disponendosi ad amare gli altri, dedicandosi alla comunità che ci vive intorno e a creare qualcosa che ci dia uno scopo, un senso.
Dovunque sia stato nella mia vita ho conosciuto persone che volevano arraffare qualcosa di nuovo. Una macchina nuova. Una nuova casa. L’ultimissimo tipo di giocattolo. E poi volevano parlartene. “Indovina che cos’ho?” “Indovina che cos’ho?”
“Sai come ho sempre interpretato questo fenomeno? Si trattava di persone così affamate d’affetto che si accontentavano di sostituti. Accettavano beni materiali e si aspettavano qualcosa in cambio. Ma non funziona mai così. Non si possono sostituire amore, gentilezza, tenerezza o amicizia con cose materiali. Il denaro non può sostituire la tenerezza e neanche il potere può sostituirla. Te lo posso dire io, mentre sta arrivando la fine, che nel momento del maggior bisogno né il denaro né il potere – per quanto tu possa averne – ti possono dare la soddisfazione che cerchi.(…)si fa grande confusione tra ciò che vogliamo e ciò di cui abbiamo veramente bisogno. Hai bisogno di cibo, ma vuoi un frappè al cioccolato. Devi essere onesto con te stesso. Non hai bisogno della spider ultimo modello proprio come non hai bisogno di una casa più grande. La verità è che non ricavi soddisfazione da quelle cose. Sai cosa ti gratifica veramente? Offrire agli altri quello che hai da dare. Non parlo di denaro. Mi riferisco al tuo tempo. Al tuo interesse. (…) Dedicati ad amare gli altri, dedicati alla comunità che ti circonda, e dedicati a creare qualcosa che ti offra uno scopo e un significato.
Ecco ciò che intendo per farsi una propria sotto-cultura. Non certo disprezzare ogni norma della tua comunità. Non me ne vado mica in giro nudo, tanto per fare un esempio. Non passo col rosso. Le piccole regole le seguo. Ma quelle grandi – come pensiamo, cosa valutiamo – quelle devi scegliertele per tuo conto. Non puoi permettere che sia chiunque altro – o qualsiasi società – a determinarle al posto tuo.
(Tratto da “I miei martedì col professore” di Mitch Albom)
Ehi! Vogliamo svegliarci?
Cosa penserà Sante se ce ne stiamo zitti?
Sante, ci pensi? siamo già in autunno, quant’è che ci conosciamo? un bel po’,ormai, che sembra quasi superflua la nostra dichiarazione d’affetto, eppure sento che è importante che tu sappia che il nostro bene non muta, che l’interesse, l’affetto e l’amicizia per te è sempre forte, ogni giorno più forte. Per me l’autunno annuncia il Natale, dunque preparati Sante a ricevere i nostri umili doni, una parola, una poesia, un sorriso, una preghiera.
Ti voglio bene sempre con carezza
jolanda
Ottobre 2, 2008 alle 7:54 am |
ciao a tutti,
sono l’altra sera ho cercato di mettere un commento al post precedente ma tutto si è perso nel web.
questa mattina cercavo su youtube un video da far pubblicare a Fabrizio ma fra le tante canzoni questa non c’era.
Si scaldiamo Sante.
Caro Sante, cara Enrica
io ci sono sempre e siete tutti nel mio cuore nonostante la mia assenza, costretta in altri luoghi, in battaglie burocratiche in corse contro il tempo.
siete dentro me: Sante, Enrica, Laura, Francesco, Paolo, Nora, Fabrizio, Titti, Piera, Jolanda, Rossana e tutti tutti anche se ora non mi vengono tutti i nomi e se avessi trovato il video ve lo avrei detto così:
Canzone dell’appartenenza
L’appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.
L’appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un’apparente aggregazione
l’appartenenza è avere gli altri dentro di sé.
Uomini
uomini del mio passato
che avete la misura del dovere
e il senso collettivo dell’amore
io non pretendo di sembrarvi amico
mi piace immaginare
la forza di un culto così antico
e questa strada non sarebbe disperata
se in ogni uomo ci fosse un po’ della mia vita
ma piano piano il mio destino
é andare sempre più verso me stesso
e non trovar nessuno.
L’appartenenza
non è lo sforzo di un civile stare insieme
non è il conforto di un normale voler bene
l’appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.
L’appartenenza
è assai di più della salvezza personale
è la speranza di ogni uomo che sta male
e non gli basta esser civile.
E’ quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa
che in sé travolge ogni egoismo personale
con quell’aria più vitale che è davvero contagiosa.
Uomini
uomini del mio presente
non mi consola l’abitudine
a questa mia forzata solitudine
io non pretendo il mondo intero
vorrei soltanto un luogo un posto più sincero
dove magari un giorno molto presto
io finalmente possa dire questo è il mio posto
dove rinasca non so come e quando
il senso di uno sforzo collettivo per ritrovare il mondo.
L’appartenenza
non è un insieme casuale di persone
non è il consenso a un’apparente aggregazione
l’appartenenza
è avere gli altri dentro di sé.
L’appartenenza
è un’esigenza che si avverte a poco a poco
si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo
è quella forza che prepara al grande salto decisivo
che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti
in cui ti senti ancora vivo.
Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.
Giorgio Gaber
un bacio a voi che scaldate anche il mio cuore
Stella
Ottobre 2, 2008 alle 9:31 am |
Grazie, Stella! Sei sempre presente anche quando non sei sul blog! Sante lo sa e così tutti noi. Bellissima la canzone di Gaber, ottima la tua scelta/messaggio: quando potremo dire “noi”con consapevolezza, senza la pretesa di definire confini, vorrà dire che davvero potremo sconfiggere la paura e lottare per un mondo migliore.
Un forte abbraccio. Nora
Ottobre 2, 2008 alle 9:37 am |
Fabrizio, bellissimo il brano per Sante, hai battuto sul tempo Stella…in compenso io ho ringraziato prima lei!
Un abbraccio fraterno, come sempre. Nora
Ottobre 2, 2008 alle 5:37 pm |
Certo, Fabrizio, che riscalderemo il cuore di Sante, lui lo sa anche se ogni tanto ci assentiamo. Scambiare il nostro calore con gli altri che per diverse ragioni ne hanno di meno, però mai dentro il loro cuore.
Farne una fiamma comune per l’inverno di tutti noi.
grazie a te e un abbraccio
jolanda
Ottobre 2, 2008 alle 6:03 pm |
Stella, grazie anche a te per la proposta e per tutti i tuoi messaggi augurali di inizio settimana.
Io penso che il “noi” si possa comprendere e coniugare solo quando riusciamo a capire e superare il nostro io.
Un forte abbraccio assieme a tutti gli amici di sante al quale, senza mai stanchezza, va il soffio della mia carezza. Baci per tutti.
jolanda
Ottobre 2, 2008 alle 9:20 pm |
Scaldiamo il cuor di Sante, sì, è vero e grazie a piera e jolanda per le belle parole per il mio commento.
Però presa dal desiderio di scaldare quel cuore ho commesso un errore non sottolineando il post di Fabrizio, grande e mitico come sempre, come Domingo in quest’aria della Bohème.
Se il cuore di Sante verrà scaldato è perchè lui ha creato tutto questo, inventando il fuoco da pochi byte messi insieme che ora son diventati giga … d’amore.
chiedo scusa per i “salti” di qualche lunedì ma la vita sta facendo fare a me i salti mortali e qualcosa sfugge, sigh:-)
per rubare al don una parola che mi è piaciuta tanto e vi sfido a impararla come rapidamente la dice lui, io non ci sono ancora riuscita:
anakefeloiosasthai.
scusa ancora Fabrizio, pur avendo delle ottime scusanti, ho mancato di tatto.
Caro Sante ho le mani gelide come sempre, verrò a farmele scaldare sperando di scaldarti il cuore con una bella sorpresa.
shalom
Stella
Ottobre 2, 2008 alle 9:25 pm |
Accidenti perdo sempre più colpi!!
grazie Nora, elonora, shiva mitica sorella del Santone e non Piera, per ora.
beh meglio che vada a dormire e chiuda la bocca e incroci le braccia impedendo alle mie mani altri errori come ad esempio questo: grande è l’uomo che sa chiedere scusa e farsi umile riconoscendo i suoi errori. non ricordo chi l’ha detta però per fortuna parla di uomini, uhao le donne sono salve:-) scherzo e mi incerotto la bocca.
shalom, pace buonanotte.
Ottobre 4, 2008 alle 4:09 pm |
ringrazio anche Nora e Jolanda, oltre Stella, naturalmente.
gli amici fedeli sono un tesoro inestimabile.
un abbraccio
fabrizio
Ottobre 9, 2008 alle 1:37 pm |
LA’ DOVE SONO GLI AMICI, SONO LE RICCHEZZE (Plauto)
Eh, la saggezza degli antichi!
Un abbraccissimo di appartenenza, con voi, al fianco di Sante!
Titti
Ottobre 21, 2008 alle 9:18 am |
La cultura contemporanea non ci fa sentire bene con noi stessi. Si deve essere abbastanza forti per rifiutare modelli di vita che non funzionano.
Sono in tanti a condurre una vita senza senso. Sembrano mezzoaddormentati, anche quando sono occupati a fare ciò che ritengono importante. Questo perché stanno dietro a cose sbagliate. Si può arricchire di significato la propria vita disponendosi ad amare gli altri, dedicandosi alla comunità che ci vive intorno e a creare qualcosa che ci dia uno scopo, un senso.
Dovunque sia stato nella mia vita ho conosciuto persone che volevano arraffare qualcosa di nuovo. Una macchina nuova. Una nuova casa. L’ultimissimo tipo di giocattolo. E poi volevano parlartene. “Indovina che cos’ho?” “Indovina che cos’ho?”
“Sai come ho sempre interpretato questo fenomeno? Si trattava di persone così affamate d’affetto che si accontentavano di sostituti. Accettavano beni materiali e si aspettavano qualcosa in cambio. Ma non funziona mai così. Non si possono sostituire amore, gentilezza, tenerezza o amicizia con cose materiali. Il denaro non può sostituire la tenerezza e neanche il potere può sostituirla. Te lo posso dire io, mentre sta arrivando la fine, che nel momento del maggior bisogno né il denaro né il potere – per quanto tu possa averne – ti possono dare la soddisfazione che cerchi.(…)si fa grande confusione tra ciò che vogliamo e ciò di cui abbiamo veramente bisogno. Hai bisogno di cibo, ma vuoi un frappè al cioccolato. Devi essere onesto con te stesso. Non hai bisogno della spider ultimo modello proprio come non hai bisogno di una casa più grande. La verità è che non ricavi soddisfazione da quelle cose. Sai cosa ti gratifica veramente? Offrire agli altri quello che hai da dare. Non parlo di denaro. Mi riferisco al tuo tempo. Al tuo interesse. (…) Dedicati ad amare gli altri, dedicati alla comunità che ti circonda, e dedicati a creare qualcosa che ti offra uno scopo e un significato.
Ecco ciò che intendo per farsi una propria sotto-cultura. Non certo disprezzare ogni norma della tua comunità. Non me ne vado mica in giro nudo, tanto per fare un esempio. Non passo col rosso. Le piccole regole le seguo. Ma quelle grandi – come pensiamo, cosa valutiamo – quelle devi scegliertele per tuo conto. Non puoi permettere che sia chiunque altro – o qualsiasi società – a determinarle al posto tuo.
(Tratto da “I miei martedì col professore” di Mitch Albom)
Ottobre 21, 2008 alle 10:37 am |
Ehi! Vogliamo svegliarci?
Cosa penserà Sante se ce ne stiamo zitti?
Sante, ci pensi? siamo già in autunno, quant’è che ci conosciamo? un bel po’,ormai, che sembra quasi superflua la nostra dichiarazione d’affetto, eppure sento che è importante che tu sappia che il nostro bene non muta, che l’interesse, l’affetto e l’amicizia per te è sempre forte, ogni giorno più forte. Per me l’autunno annuncia il Natale, dunque preparati Sante a ricevere i nostri umili doni, una parola, una poesia, un sorriso, una preghiera.
Ti voglio bene sempre con carezza
jolanda