Lettera di Natale

By santebernardi

monte.jpgCaro Santino,
sono qui, davanti al computer, a cercare le parole per augurarti un buon Natale, il 21 dicembre, ora che inizia l’inverno. Pensavo a come è diverso il freddo quando si è bambini: diventa anch’esso un gioco, e mette allegria: si trema, si battono i denti, ma è un motivo in più per ridere e scherzare. Noi siamo sei fratelli: da piccoli, tutto era motivo di divertimento, perché sei un bambino, e l’inverno è come la mano grande di papà, vestito in modo strano, con la giacca, la cravatta, le scarpe nere e lucide. Perfino il suo vestito fa allegria, perché nasconde un mondo sconosciuto, il mondo dei grandi, che attrae e spaventa nello stesso tempo.

Da bambini, il Natale è una stanza calda con un grande albero pieno di palle colorate, dello stesso colore dei pacchi che aspettano lì sotto, custodendo doni misteriosi, sicuramente belli, perché papà e mamma non possono sbagliare. Ecco il sentimento dei bambini: una fiducia cieca; ed è questa, proprio questa che mette allegria, e fa ridere e scherzare, e fa sentire come un gioco l’inverno che viene, il gelo che dà i brividi, il 21 dicembre di tanti anni fa.

Penso a te bambino, che come noi ridi per nulla, perché anche il tuo papà ha una mano forte che ti guida, e tua mamma è sempre pronta a difenderti, perfino quando ne hai combinata una delle tue. Non sei mai solo, da bambino: se tutto va male e prendi un brutto voto, o litighi con uno dei fratelli, c’è sempre qualcosa che ti sorregge e ti circonda, la mano di un papà, lo sguardo di una mamma, qualcosa che ti sfugge, però, cui non sapresti dare un nome, ma che ti fa sentire amato, ora che il freddo ti entra nelle ossa e sembra volertele spezzare; ora che non riesci a muovere le mani e fai fatica a ridere, e che l’inverno ha deciso di entrare coi suoi anfibi pesanti nel salotto buono, quel salotto con la porta sempre chiusa, perché doveva restare ordinato e pulito per gli ospiti che potevano arrivare. Cosa c’era lì dentro? Quando riuscivo a entrarci di nascosto, frugavo nei cassetti: trovavo sempre qualche dolce, qualcosa di buono conservato per i momenti opportuni, quando all’improvviso uscivano fuori i marron glacés o il cioccolato, quasi pari alla marmellata di castagne con il mascarpone. Quel salotto era il paradiso: un luogo che concentrava tutte le speranze, le nostre povere speranze di bambini, felici per niente, sicuri dell’amore, capaci di prendere per mano l’inverno coi suoi grossi anfibi.

Eppure anche da bambino c’è qualcosa che non piace, qualcosa che addirittura ti spaventa, come il film con quella specie di fantasma, Belfagor, che ogni volta che lo vedevo non dormivo. Qualcosa ti ricorda che la beata sicurezza ha un punto debole, che non tutto è al sicuro, sotto la mano del papà, al riparo della mamma: qualcosa che ti sfugge, cui non riesci a dare un nome. Quella maschera nera ti ricorda che anche un bambino può soffrire, credere che il mondo non sia, poi, tutto buono, e da qualche parte c’è un fantasma che può spegnerti il sorriso, rovinarti la festa, farti sentire che il freddo è veramente freddo e il gelo può diventare febbre, malattia. Ma il film finisce, e anche la notte insonne, in cui l’unica speranza è che faccia presto giorno, che ritorni presto primavera.

La primavera, da noi, erano gli alberi dai fiori bianchi e rosa, lo sguardo della bambina che ti fissava in modo strano, e tu non riuscivi mai a capire, abbassavi gli occhi, pensavi alla mano del papà, alla sua giacca, alla cravatta, alle sue scarpe nere e lucide, e ti sembrava che la bambina dai capelli neri facesse parte anche lei di un altro mondo, del mondo dei grandi, che attrae e spaventa nello stesso tempo. I bambini a volte sono tristi, quando non riescono più a ridere, quando c’è qualcosa che non può mutarsi in gioco, quando non riesci più a scherzare, e senti un male dentro, cui un po’ alla volta ti affezioni, fino a quando un giorno ti scopri innamorato.
Ecco, la primavera è questo: il dolore di una cosa troppo bella, che fa quasi paura, come il fantasma dalla maschera nera nella notte del Louvre.

Ma ci pensa l’estate a spegnere i timori: l’estate con le sue vacanze che ti strappano da tutto, dai dolori e dalle gioie; l’estate è la mano del padre che ti riporta a sé, ti dice che sei ancora un bambino, ed è ancora troppo presto per entrare nel mondo incomprensibile dei grandi. L’estate è una montagna che si riflette sul tuo maglione bianco di ragazzo ormai cresciuto, che guarda verso l’orizzonte con l’aria di chi non sopporta ostacoli, e fa a pugni facilmente, si arrabbia per un nulla, perché la mano del padre gli sta stretta, quella mano che comincia a indebolirsi, la giacca e la cravatta che cominciano a sgualcirsi, le scarpe che non sono così lucide, mentre tu sei un damerino che può prendere il mondo con due dita.

Ma anche le vacanze finiscono, le foglie ingialliscono, e vedi i primi capelli bianchi sul capo di tua madre. E’ l’autunno, cominci ad avvertire un sentimento strano, che ti sfugge, cui non riesci a dare un nome. Ripensi alle risate del bambino, al mascarpone e al cioccolato, al mistero insondabile di quel salotto buono, e provi un sentimento cui finalmente riesci a dare un nome: lo chiami tenerezza. Anche la bambina è ormai cresciuta, e tu non abbassi più lo sguardo, anzi, è in quello sguardo che ritrovi te stesso, tutto quello che cercavi da bambino, e non avevi mai capito.

Ma il tempo corre, corre, e l’inverno torna ancora, coi suoi grossi anfibi, la tua mano non è più ferma come prima, trema, s’inceppa, anche i tuoi capelli cominciano a imbiancare e il gelo non scatena più la gioia che avvertivi quel 21 dicembre di tanti anni fa.

Caro Santino,
sono qui, davanti al computer, a cercare le parole per augurarti un buon Natale, ora che inizia l’inverno. Pensavo a come è diverso il freddo, quando si è bambini.

Ti abbraccio forte
don Fabrizio

30 Risposte a “Lettera di Natale”

  1. santebernardi Dice:

    Caro Fabrizio, sono stato sorpreso e non poco, della tua lettera di Natale.
    Mi ha riempito di gioia, facendomi ricordare la mia fanciullezza, quando papà e mamma ci prendevano per mano, eravamo anche noi quattro, per farci fare una visita a qualche parente, oppure quando partivamo per andare da nonna ad Avellino, come era prassi durante tutte le feste, a Natale ed a Pasqua. Erano giorni indimenticabili: a volte, faceva, ad Avellino, d’inverno, persino la neve ed erano giorni veramente di festa, per noi che non eravamo abituati a vederla. Nel giardino di nonna, dove d’estate vi erano i tavoli per far mangiare gli avventori, d’inverno era tutto per noi ed allora sì che ci scatenavamo, con gli altri cugini, a giocare, incuranti del freddo. Bei tempi!!!
    Mi hai fatto ricordare i bei tempi della fanciullezza, dove, ognuno a modo
    suo, esprimeva la voglia di vivere. Bei tempi, davvero!!
    Ti ringrazio, ancora una volta, per avermi fatto partecipe delle tuoi ricordi.
    Un abbraccio fortissimo.
    Sante

  2. jolanda catalano Dice:

    Caro Fabrizio, hai offerto a Sante, ma anche a noi tutti, una pagina colma di vita, soffice e delicata come quella neve che era gioia per la nostra fanciullezza. Ma una pagina densa di significato e riflessioni sul nostro essere foglie che mutano con le stagioni: alcune cambiano colore, altre rimangono abbarbicate all’albero, altre ancora sono destinate a cadere,inevitabilmente. Ma cadendo, lasciano spazio ad altre gemme ………è la vita, se vogliamo, abbasta semplice nella sua complessa architettura. E il dolore, difficile da accettare, muta anche il senso, il gusto e il ricordo anche di una nevicata poichè il freddo,come tu dici, diviene gelo nel corpo e nell’anima. Poi ci sono lettere come questa che hai scritto per Sante e ti assicuro che il gelo diviene aria tiepida e rinnovatrice in barba alle stagioni. E’ vero, la sofferenza rimane nel corpo e nello spirito, ma è altrettanto vero che tutto si può accettare con un minimo di serenità quando non ci sappiamo soli ,quando qualcuno viene con parole e ce le offre con un sorriso consapevole.

    Se volevi farmi piangere di commozione, ci sei quasi riuscito, ma io ho rispedito indietro le lacrime ……..come avrei fatto altrimenti a vedere la tastiera di questo pc?

    un abbraccio forte Fabrizio da estendere, tu che gli sei vicino, a Sante sempre col soffio della mia umile carezza.
    jolanda

  3. Shiva Dice:

    Caro Sante,
    ho appena finito di leggere la Lettera di Natale che ti ha inviato don Fabrizio e sono ancora preda della suggestione delle immagini e delle atmosfere che ti prendono alla gola…
    Insomma dire che è bellissima è riduttivo e scontato.
    A me è arrivato un messaggio chiaro e inequivocabile: hai accanto una persona che ti vuole bene, che è capace di rivelarti i suoi pensieri più nascosti, come farebbe un fratello con l’intento di condividere gioie e dolori.
    Credo che il vero Natale dovrebbe essere questo, sentire che al di là della cerchia ristretta della nostra famiglia siamo figli. fratelli, padri, madri di una famiglia più grande.
    All’interno della Grande Famiglia c’è posto per tutti.
    Chi è più forte può dare una mano a chi è più debole, chi si sta perdendo ha sempre un altro che lo cerca, lo aspetta…
    Condividere, spartire quello che si ha.
    Ci vuole coraggio e umiltà.
    “la tua gioia è la mia gioia, il tuo dolore è il mio dolore”questo è quello che sento profondamente.
    Ti abbraccio. Nora

  4. elena f Dice:

    caro Sante,
    in un tempo in cui nessuno più sembra sperare perchè nessuno più ha il coraggio di guardare nel centro esatto della propria nostalgia e della propria memoria, in un tempo in cui l’eterno presente non è quello dell’istante che rimane in eterno ma quello di attimi sfuggenti e quasi senza senso, ha senso questo abbraccio che ha in se il profumo dell’incenso che sale nella notte di natale, del canto che ci ricorda che in noi abita la speranza di essere felici, nella memoria di esserlo una volta, forse soltanto quella,stati.
    un caro abbraccio perchè anche in questo freddo dicembre la luce della speranza possa restare accesa fra le tue mani e dentro il tuo cuore

    Buon Natale

    elena f

  5. lapoesiaelospirito Dice:

    Un caro augurio, Sante.

    Un amico di Fabrizio,
    Franz Krauspenhaar

  6. Don Sergio Dice:

    Ciao, Sante. Adesso ci sono anche io. Sostenitore della tua battaglia lo ero già prima, anche se solo ora esco alla luce sul blog. Tante cose si vorrebbero dire. Ma oenso che una sia davvero importante. Il natale viene qui a cogliere la nostra quotidianità e a indicarci che può essere vissuta in maniera nuova, con Dio. E allora diventa una storia di salvezza. Non più solo la nostra quotidianità, ma storia che redime. Grazie Sante perchè tuci doni la speranza semplice, quella che quotidianamente cresce fino a diventare salvezza. Un grosso abbraccio, un Buon Natale a te e a tutti quelli che visitano il tuo blog.
    Don Sergio

  7. don fabrizio Dice:

    Un saluto a tutti.
    un grazie di cuore a Sante, Nora e Jolanda: sì, per aprirsi al progetto di Dio, bisogna aprirsi profondamente alla propria umanità, altrimenti si costruisce sulla sabbia.
    un abbraccio grande per il Natale che viene.
    don Fabrizio

  8. Stella Maria Dice:

    ciao Sante,
    come stai?
    Dopo una lettera così bella ogni parola aggiunta sembra un nulla per cui ne aggiungerò poche.
    I bambini sono esseri speciali ed hanno parole e speranze che noi adulti non comprendiamo perchè dimentichiamo di essere stati bambini.
    Fabrizio ce lo ha ricordato, lui che un bambino dentro lo conserva come tutti noi che ogni tanto dovremmo tirarlo fuori e continuare a farlo vivere.
    Il mondo visto con gli occhi dei bambini è un universo fantastico dove nulla è impossibile, si parla con gli angeli, i messaggeri di Dio e a loro ci si rivolge.
    Il tuo angelo custode si chiama Sehaliah ed a lui che io rivolgo la mia preghiera per te, augurandoti che il bambino che sta per nascere porti al bambino Sante tanta speranza e tanta voglia di combattere e andare avanti e quel sorriso che ci si stampava in viso un attimo prima di aprire il regalo. A Lui chiedo che ti dia l’energia e l’eccitazione dell’attesa di un regalo che presto arriverà. E se anche non fosse come lo volevi sarà sempre un bel regalo perchè nulla Dio dà che non sia un dono di felicità presente o futura.
    Ti abbraccio fortissimamente forte, un bacio a te e a tutta la tua splendida famiglia.
    Stella

  9. francescomarotta Dice:

    Il mio augurio, Sante, è che il prossimo Natale segni per te la realizzazione di quello che tu e i tuoi cari più intensamente desiderate nelle profondità del cuore.

    Un abbraccio.

    fm

  10. santebernardi Dice:

    Caro Francesco Marotta, ti ringrazio per l’augurio fattomi. E’ vero, la massima aspirazione che in questo momento desideriamo nella profondità del cuore, è la mia guarigione, per poter ancora fare del bene a Don Mario
    e a Don Fabrizio ed a tutta la comunità di San Carlo da Sezze e col tempo
    anche ad altri fratelli. Speriamo che il buon Dio mi dia questa opportunità.
    Preghiamo perchè ciò avvenga.
    Un abbraccio anche a te.
    Sante

  11. Titti Dice:

    Caro Sante,
    continuiamo a seguirti col cuore e nelle preghiere.
    Ieri a messa ho visto Enrica e le ho detto di darti un bacione da parte mia…è arrivato a destinazione?
    Spero di poterti fare gli auguri di Natale di persona.
    Un grande abbraccio,
    Titti e famiglia

  12. santebernardi Dice:

    Siete tanti!! Elencare i nomi di tutti voi mi piacerebbe immensamente, ma
    corro il rischio di dimenticarne qualcuno e non me lo perdonerei mai.
    Vi faccio anch’io gli auguri di un sereno Natale e che possiate questa Notte ricordare che è nato, ancora una volta, Gesù Misericordioso. Vi voglio esprimere con il cuore in mano quanto mi sta veramente nello animo in questi giorni, farvi gli auguri di un sereno Natale e che Gesù possa accogliere tutte le vostre necessità, sia quelle familiari che quelle spirituali ed esaudirle.
    Ho recuperato una poesia di mio padre, che era un comunista sui generis, nel senso che voleva il bene di tutti e ve la voglio trascrivere come regalo natalizio.

    Natale 1980

    Sono solo nel cuore della notte
    circondato dai ricordi
    tutti raccolti
    come un cespuglio
    dopo i fiori delle aiuole morte.
    Non sussurrano voci sommesse
    Nè s’ode alcun sospiro
    Solo il cuore ascolta dal profondo voci care
    Lontane… lontane…
    Imprigionate da una ferrea grata
    che, crudele, ne preclude l’ascolto tanto atteso.
    Ma tornano le voci a farmi un coro
    come al ritorno della primavera
    nell’aria cristallina senza nebbia
    con una traparenza di cristallo.
    Le voci dell’infanzia torneranno
    come voli di rondini impazzite
    grideranno nomi
    torneranno i volti scomparsi
    cancellati dal tempo,
    sorrideranno con gli occhi chiari,
    che parlano, che dicono le cose
    senza suono chè non servono più
    le inutili parole.
    Dicono solo al cuore
    ” Noi sempre ti pensiamo,
    siamo ancora vivi,
    noi vegliamo
    liberi dal peso della carne
    come angeli in volo,
    leggeri come l’aria del mattino.
    Sentici a te sempre vicino,
    e lode sia al Signore
    che paternamente ci sorride”.

    Emidio Bernardi

  13. Nunzio Dice:

    Caro Sante è il 24 Vigilia di Natale,stanotte nasce il Salvatore Ti Auguro con tutto il cuore che questo Santo Natale Ti porti la gioia della speranza.Sei circondato da Familiari ,Amici,Fratelli che pregano incessantemente per Te. Il Santo Bambino Ti sorrida,ascoltando le nostre preghiere e Interceda.Tu sai che ci crediamo fermamente,quindi non Ti manchi mai il coraggio e la fede. Ti Auguro insieme a Rita un S. Natale Luminoso e Sereno con Enrica e Famiglia. Nunzio e Rita.

  14. jolanda catalano Dice:

    Carissimo Sante la poesia di tuo padre è splendida. Grazie per avercela donata. Anche mio padre era un comunista particolare, credeva in tre cose: il suo partito,la famiglia e Dio. Quando in famiglia c’era qualche dispiacere lui diceva sempre:” Il Signore è grande,affligge ma non abbandona”. Ed è con queste sue parole che ora ti lascio all’intimità della tua famiglia affinchè possiate avere un po’ di serenità in questi giorni che spero siano di rinascita per tutti.
    Sento già di volerti bene e ti lascio come sempre la mia lieve carezza.
    jolanda

  15. raimondo Dice:

    Cari Sante ed Enrica,
    con Viviana e Linda Ti auguro,con affetto, un sereno Natale e vorrei inviarti alcune riflessioni.
    Il Signore Gesù nasce ancora una volta per l’umanità in attesa. Nasce nei cuori di tutti coloro che anelano la misericordia, la pace e la giustizia. Il bambino di Betlemme riempie ogni cuore e illumina ogni mente! Nel tempo di Avvento, di preparazione a questo giorno così solenne abbiamo pregato con l’invocazione ” Vieni Signore e salva il Tuo popolo in attesa”. Oggi con l’Evangelista san Giovanni esclamiamo : il Verbo si è fatto carne ed venuto ad abitare in mezzo a noi e ne contempliamo nella fede la sua gloria, il suo splendore e la sua natura divina. L’emmanuelle, il Dio con noi è nato! Con gli occhi di Maria, attraverso il suo sguardo riconosciamo il figlio di Dio. Questo bambino è il grande e definitivo segno che il Padre della Misericordia dona agli uomini ed alle donne. E’ il segno ultimo e decisivo. E’ il segno della speranza che rinnova e consola l’intera umanità. Questo bambino è l’ospite atteso che abbiamo invocato e che adoriamo con Maria. Questo bambino ama stare e venire tra i suoi; non disdegna la nostra amicizia e compagnia. Nel presepe di Natale incontriamo Gesù, Maria, San Giuseppe, i pastori, ma ci siamo anche noi tutti. La luce che emana dal bambino è la luce di Dio, è la nuova creazione. Cristo che viene nel mondo crea una umanità nuova che ha come precetto l’amore di Dio e del prossimo e nel cuore il perdono misericordioso ricevuto. Da ogni chiesa, da ogni cattedrale, da ogni basilica d’ogni parte del mondo si alza un canto: oggi è nato per noi il Salvatore. Questo canto sale al cielo anche da quei luoghi dove i nostri fratelli e sorelle cristiani sono perseguitati, da quei luoghi dove l’uomo e la donna sono umiliati e dove c’è la povertà materiale e morale.Dio è venuto a liberare il suo popolo; ha annullato ol debito e cancellato la nostra condanna.
    Un abbraccio, buon Natale

  16. maria antonietta Dice:

    Ciao Sante, ti mando una preghiera semplice ma profonda di Nino Baglieri, un uomo che ha molto sofferto, perché costretto a letto per anni, ma al cui capezzale andavano tantissime persone sane, non a dare, ma a cercare da lui una parola di conforto e di speranza. buon natale

    Son ferme le mie mani,
    ma Tu, Signore, il mondo mi fai accarezzare.
    Meraviglie hai fatto Tu, Signore,
    mi hai aperto alla vita e all’amore.
    Nel dolore ti ho cercato,
    con ardore il tuo nome ho invocato.

    Nella croce ti ho incontrato
    e tu, Signore, tutto in gioia hai cambiato.
    Da questo mio letto di dolore
    quest’inno di lode innalzo a Te, o Signore:
    Grazie perché mi hai amato!

    GRAZIE, SIGNORE
    Grazie, Signore, per tutto quanto hai fatto per me.
    Hai cambiato il mio lamento in gioia,
    ero disperato e mi hai dato la serenità,
    ero solo e mi hai dato tanti amici,
    ti ho tanto offeso e mi hai dato il tuo perdono.

    Ero triste e mi hai riempito di gioia,
    ero povero e mi hai arricchito del tuo amore,
    non potevo più lavorare e mi fai lavorare nella tua vigna.
    Mi hai dato il dono di scrivere con la bocca,
    per testimoniarti al mondo.
    Le mie gambe non si muovono eppure mi fai camminare per il mondo intero.
    Tutto è dono tuo, o Signore,
    ti lodo e ti ringrazio per tutto quello che mi dai.
    Il grazie più grande è perché tu mi ami, o Signore

    http://www.sdb.org/CDB/NINO_BAGLIERI/index.htm

  17. Ilaria Dice:

    Buon natale da un’amica blogger :-)
    Con l’augurio che la speranza di questo giorno si proietti in tutto il resto dell’anno, che arrivino le medicine giuste e ogni giorno possa avere la sua parte di gioia. Un abbraccio :-)

  18. ramona Dice:

    Caro Sante, anche se ormai la festività è giunta alla fine del tempo concessole, e domani è un altro giorno, io ti auguro che ogni prossimo giorno sia natale, con il messaggio di speranza che questo porta con sè. Certo, l’arrivo del Bambino è stato ben più che una speranza, è stato un fatto concreto, ed è questo che spero che ti giunga nell’anno che verrà: Un approssimarsi di fatti concreti che ti consentano di vivere con la dignità che spetta a tutti.
    Buon Natale, e tante buone cose.
    (Fabry, questa tua lettera è bellissima!)

  19. fabry Dice:

    grazie di cuore amici.
    un grazie particolare a Sante per averci regalato la splendida poesia di suo padre.
    e per l’altro grande dono di di essere venuto alla messa di mezzanotte nonostante tutte le difficoltà.
    un abbraccio a tutti.
    fabrizio

  20. Shiva Dice:

    Caro Sante, un grazie di cuore per averci fatto trascorrere un Natale davvero speciale! Un GRAZIE ad Enrica per averci accolti con la sua proverbiale disponibilità e il suo affetto, grazie ai tuoi splendidi figli che con l’entusiasmo della giovinezza ci hanno fatto sentire tutti più giovani e “leggeri”…
    Ci siamo divertiti a giocare a “Mercante in fiera” come ai vecchi tempi, e tu hai giocato con noi come quando eravamo ragazzi…che bello vederti sorridere con l’aria “sorniona”che hai sempre avuta e che il male non è riuscito a cancellare!
    Quando ti ha chiamato don Fabrizio tu hai detto: sto qui, con i miei fratelli!
    E io ho avvertito la tua gioia e il tuo orgoglio.
    Grazie a don Fabrizio per la costante attenzione con la quale ti segue, sembra quasi che tu sia per lui un fratello più piccolo, da proteggere e coccolare…Lui per me, per noi è invece come un faro che trasmette la sua Luce di Fede e di Speranza. Un grande aiuto!
    GRAZIE al Signore che ci ha concesso questo bel Natale!
    Un forte abbraccio. Nora, Maria, Enzo.

  21. Anonimo Dice:

    Ciao Sante, da qualche tempo visito il tuo blog che trovo ricco di umanità e di valori, non solo di sofferenza. Conosco un poco la tua sofferenza perchè è compagna di viaggio indiscreta e crudele di una persona a me molto cara, per questo mi sento particolarmente vicino a te.
    Trovo molto coinvolgenti le tue poesie, mi è piaciuta in modo particolare la prima perchè è un ritratto speciale dei senzatetto, di chi davvero è privo di tutto. Molto bella la poesia di tuo padre, è proprio vero che le attitudini si trasmettono geneticamente dal momento che anche tu ami scrivere!
    Voglio farti, sia pure con un giorno di ritardo, gli auguri più sentiti di buon Natale. A te, alla tua splendida famiglia, ai tuoi numerosissimi amici e a don Fabrizio che ti ha donato ( e ci ha donato) una meravigliosa, profonda
    lettera di Natale sulla quale si può riflettere a lungo. Buona giornata, Sante , e grazie per la forza e la dignità che trasmetti. Piera

  22. fabry Dice:

    Nora, Piera, grazie!
    Insieme ce la facciamo, è la grande forza dell’amore, che bisogna riscoprire ogni giorno.
    un abbraccio forte
    fabrizio

  23. francesco forlani Dice:

    un abbraccio forte
    anche da parte mia!
    accroche-toi, dicono i francesi
    aggrappati alla speranza
    magari si organizza un viaggio negli Usa
    con franz krauspenhar (il biglietto
    ce lo facciamo pagare da walter Binaghi)
    e andiamo a rubare il medicinale
    di cui hai bisogno

    effeffe

  24. fabry Dice:

    grazie, Francesco: dirò a Santino chi sei:-)
    un abbraccio
    fabrizio

  25. santebernardi Dice:

    Caro Francesco,
    la tua soluzione, di andarci a procurare il medicinale negli Stati Uniti, è
    irrealizzabile, in quanto la proteina IGF1-BP3, che dovrebbe, quantomeno, ritardare gli effetti devastanti della mia malattia, non è ancora in vendita, perchè le case farmaceutiche attendono la fine della sperimentazione, che anche là si sta svolgendo a ritmi serrati. Non dobbiamo far altro che
    aspettare, anche perchè il Consiglio Superiore della Sanità ha bocciato, in
    attesa di avere dei risultati, in pieno l’uso della proteina americana, anche per quei pochi che ormai erano in procinto di assumerla, come me. Sono in attesa di iniziare per la metà del mese di gennaio, una nuova cura presso il Policlinico Gemelli di Roma: accroche-toi, come dici tu, aggrappiamoci alla speranza, in attesa che il Buon Dio ci dia la forza di resistere ai malanni che, giorno per giorno, si fanno sempre più evidenti.
    Ti ringrazio per la soluzione che hai preso in considerazione, ma dovremmo rinviarla a miglior data. Scusami se son stato quanto mai sintetico nell’esporti i fatti, ma penso che tediarti con le lungagini burocratiche sia, anche per te, estremamente snervante.
    Un saluto affettuoso.
    Sante

  26. santebernardi Dice:

    Risposta ad Anonimo.
    Cara Piera, ti ringrazio per le dolci parole che hai usato nei miei confronti
    e della mia famiglia, oltre alla considerazione che hai fatto delle mie poesie e di quella del mio papà. Avrei bisogno, se tu me lo consenti, del nome della persona che ti è tanto vicina, perchè nelle mie preghiere serali
    possa aggiungere anche questo nome, altrimenti, miglior soluzione, posso aggiungere “una persona cara a Piera”, così ricordo anche te.
    Mi sembra la soluzione migliore, senza turbare oltre l’intimità di coloro che mi hanno pensato e che hanno messo in pratica i loro pensieri.
    Faccio anche a te i miei migliori di Buon Natale, ricordandoci che rinnovare l’ avvenimento della nascita del Nostro Salvatore non può che fare del bene a tutti noi.
    Un salutone affettuoso.
    Sante

  27. santebernardi Dice:

    Carissima Stella Maria, scusami se non ti ho potuto rispondere prima di oggi. Mi ha colpito, nell’ultimo blog che mi hai inviato, il nome che tu hai dato al mio Angelo Custode: Sehaliah. Cosa significa? Anche se i nomi a volte non hanno importanza, sono curioso se ha un significato. Ti ringrazio, ancora una volta, per le stupende parole che mi dedichi; io cerco di farne tesoro, ma nei momenti di paura non è facile farci affidamento, anche perchè altrimenti saremmo già angeli, quelli buoni non quelli cattivi! Se il Signore mi dà la forza di avere un po’ di fede in più, allora potrei sopportare meglio quanto mi accade in questi giorni, dato che sto avendo una perdita della mobilità delle gambe che stentano a farmi stare in piedi più di cinque minuti. E’ evidente che il decorso della malattia
    porta alla paralisi totale, ma così presto?
    Scusami se mi sono sfogato un po’ con te, ma gli amici a cosa servono se
    non a dare conforto nei momenti di bisogno? E’ proprio vero, oltre che del
    supporto spirituale si ha bisogno anche di quello materiale!
    Ti saluto caramente
    Sante

  28. Piera Maria Chessa Dice:

    Buon giorno,Sante. La persona alla quale sono legata da grande affetto è mio fratello Antonio, che ha 65 anni, forse la tua stessa età. Anche lui trova forza e consolazione in una fede profonda( più coerente e convinta della mia, che spesso, ahimè, vacilla).
    Ti ringrazio per le belle parole, di questi tempi fanno davvero bene. Ieri mi ha sconvolto ciò che è successo in Pakistan, sono avvenimenti che lasciano senza parole. L’amarezza che ne scaturisce è grande, ma poi mi dico che non aiuta a “costruire” e cerco di superarla. Un saluto a tutti voi dalla mia isola. Piera

  29. santebernardi Dice:

    Caro Raimondo,
    ti ringrazio per le meravigliose parole che mi hai rivolto per Natale. Il Bambino Gesù ha dimora presso il nostro cuore e anche nei momenti di
    sconforto è a Lui che dobbiamo fare riferimento, se vogliamo attingere
    nuovamente fede, speranza e carità. Salutami tanto Viviana e Linda.
    Un abbraccione forte a tutti e tre.
    Sante

  30. santebernardi Dice:

    Cara Piera, ti ringrazio per avermi svelato il nome di tuo fratello Antonio. Lo metterò nell’elenco dei malati, tra i quali ci sono anch’io; lo inserirò tra coloro per i quali prego per la mia e la loro guarigione, facendogli far parte di una schiera in cui ci si tiene buona compagnia! Scherzi a parte, mi dispiace veramente tantissimo che anche tu debba assoggetarti a questo supplizio, ma penso ad Antonio che non vorrebbe assolutamente continuare la vita che conduce, desiderando, come tanti altri, essere arbitro delle proprie capacità motorie. Si diventa, poi, particolarmente sensibili a quanto succede nel mondo, tanto da addollorarsi per quanto è successo in Pakistan, ma, come dici tu, bisogna costruire la libertà e la democrazia ed, allora, bando alle sofferenze!
    Anche la mia fede vacilla, come dici tu, ma è l’unica speranza che abbiamo: confidare in Nostro Signore, sperando, che a forza di preghiere
    sincere, possiamo raggiungere quella serenità simile a quella che Lo ha portato in Croce, facendoGli sopportare dolori e sofferenze ben più pesanti
    delle nostre. Qual’è la tua isola?
    Un abbraccio fraterno anche ad Antonio.
    Sante

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